La Scala vola anche senza Muti
Il sovrintendente Lissner: abbonati a più 12%, una prova di fiducia
Otto mesi dopo l´uscita del maestro primo bilancio rassicurante: bene i rinnovi e molti i nuovi appassionati
Resta il problema dei tagli di bilancio, 5,7 milioni in meno. Ma forse il Comune aiuterà il teatro
PAOLA ZONCA
La paura che la Scala orfana di Riccardo Muti sarebbe stata abbandonata da una parte degli appassionati c´era, eccome. E invece, a otto mesi dall´inizio del suo mandato, il sovrintendente Stéphane Lissner può dire di avere vinto la sua prima scommessa: quella col pubblico. Gli abbonati, gli spettatori più assidui, più fedeli, non hanno tradito il teatro e sono addirittura aumentati: per la stagione 2005-2006 sono saliti a 12.483, rispetto agli 11.139 della scorsa, per un incremento del 12,1%. Questo significa che, a parità dei prezzi dei biglietti, la Scala ha incassato quasi un milione di euro in più: 10. 980.421 contro i 10.062.414 del 2004-2005 (+9,1%).
Numeri che il sovrintendente ha illustrato con soddisfazione nella sua prima conferenza stampa del 2006: «Non è mancata la fiducia del pubblico - ha detto - e questo è il risultato più importante, soprattutto in tempi di ridimensionamento del Fondo Unico per lo Spettacolo». I sei turni tradizionali della stagione lirica e di balletto (8 titoli d´opera più tre di danza) registrano un aumento del 2,7% (+5,4% per l´incasso). Ma la vera notizia è che, se le conferme sono state 4.897, i nuovi acquisti sono stati ben 865. E, anche se manca ancora un´analisi dettagliata del pubblico, c´è da scommettere che si siano aggiunti dei giovani. La stagione dei concerti sinfonici è in pareggio, ma i nuovi abbonati sono 2.294 rispetto ai 1524 confermati. Successo anche per le formule speciali come il "Mini abbonamento" e il "Week-end", che oltretutto chiudono la campagna a fine gennaio. Il teatro intende aprire sempre di più ai giovani con il ciclo "Domenica alla Scala": per 4 concerti dal 15 gennaio un adulto, pagando 12 euro, porterà gratis un minorenne. «L´anno prossimo ripeteremo l´esperimento anche per 4 o 5 serate d´opera» conferma Lissner.
Restano però i tagli al Fus: «5,7 milioni di euro in meno nel 2006 - sottolinea Lissner - ma il Comune si è impegnato a dare una mano alla Scala». Sarà necessaria anche una razionalizzazione delle risorse, spiega il sovrintendente, che annuncia di voler arrivare a un risparmio del 10% in tre anni. Bisognerà tagliare i cachet? «Non sarà necessario - spiega -. Alla Scala per tutti gli artisti, compresi i direttori d´orchestra, c´è un top-fee di 18 mila euro a recita, più basso che in altri teatri». Intanto c´è un´anticipazione: nella stagione 2007-8 Riccardo Chailly dirigerà la Manon Lescaut di Puccini con la regia di Nikolaus Lenhoff.