Stasera, 27 febbraio 2006, 3° concerto della stagione 2005-2006 della Filarmonica della Scala: Dmitrij Kitajenco sul podio, Leonidas Kavakos violino solista (con in mano uno Stradivari del 1692) In programma il concerto in re minore per violino e orchestra di Jean Sibelius e la sinfonia n°
Non è stato un concerto memorabile come quello della settimana scorsa (ma fate i vostri commenti!)... Perciò abbiamo deciso di segnalarvi un altro argomento, a dire il vero già noto e già segnalato; ma è importante che gli organi di stampa continuino ad occuparsene. Esattamente una settimana fa aveva avuto luogo presso l'auditorium dell'Orchestra Verdi un convegno per parlare dei tagli al FUS e quindi della deprimente situazione di enti e associazioni musicali rimasti senza sostegno finanziario. Avevano risposto all'invito molti grossi nomi, a partire dai principali responsabili, il direttore del fondo unico per lo spettacolo (FUS), Nastasi, e il ministro Rocco Buttiglione; fra gli altri presenti sul palco ricordiamo Fassino, Rutelli, Biondi, Tabacci, Badini. Ve ne faremo un resoconto più dettagliato ma ora vorremo riportare il testo dell'articolo apparso a firma di Giovanni Paci sul supplemento di Economia del Corriere della Sera di oggi, 27 febbraio 2006 che dice così (riportiamo il titolo e alcuni passi essenziali):
PARMA, FONDI MUSICALI IN CRESCENDO. VERDI? NO, LUNARDI -
Venti milioni di euro in tre anni.Ascapito del resto d'Italia. E gli esclusi gridano allo scandalo
Finora, del progetto si conoscevano soprattutto i sostenitori. A iniziare dal presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, dall'Agha Khan e dal Maestro Riccardo Muti. Meno nota, invece, era l'entità dei finanziamenti pubblici liberati dalla voglia del ministro Lunardi di dar lustro alla tradizione e al futuro musicale della natia Parma. Non i finanziamenti canonici previsti dal FUS; la ventina di milioni che fra il 2004 e il 2006 Lunardi ha fatto arrivare alle istituzioni musicali e concertistiche parmensi, a scapito del resto d'Italia, hanno origine diversa. Arrivano da Arcus, società pubblica che coniuga infrastrutture e cultura ed è finanziata con una cifra equivalente al 3% degli investimenti in grandi opere infrastrutturali, denari poi utilizzati per interventi su beni archeologici e paesagistici, arte, cultura e spettacoli.Però a decidere cosa e quanto finanziare non è Arcus, ma Lunardi e il suo collega dei Beni Culturali, Rocco Buttiglione; in particolare Lunardi ha voce in capitolo sui progetti musicali. Perchè? Unica e ufficiosa motivazione: il minisro è nato a Parma, patria di Verdi e Toscanini. Tanto basta perchè il resto d'Italia,inclusa Milano, debba accontentarsi.A Milano, nel 2004, è arrivato un milione all'Orchestra Verdi (suggestione del nome?), poi poco altro di rilevante. A Parma in tre anni, ecco 9.9 milioni per la neonata Fondazione Parma Capitale della Musica; 3 milioni alla Fondazione Toscanini e 5 milioni all'emanazione Filarmonica Toscanini; all'orchestra Cherubini, altra costola della Toscanini, va un milione. Infine, nel 2005, mezzo milione è andato al Teatro Regio. Una pioggia di denaro che nel deserto dei finanziamenti pubblici ha fatto scattare la rivolta di associazioni ed enti di promozione che parlano di "scandalo". E insinuano che i fondi di Arcus sarebbero impiegati per ingaggiare artisti dai nomi altisonanti, i cui costi né il Teatro Regio né

