Cosa prevedono le disposizioni della nuova costituzione: le parole di Eugenio Scalfari (Repubblica, 18 Giugno 2006)
"La devoluzione dei poteri alle Regioni. I poteri specificamente elencati sono tre: la Sanità, l'istruzione, la polizia regionale. Più tutti gli altri elencati negli statuti delle singole Regioni, ivi compresi i mutamenti dei reciproci confini territoriali nonché gli accorpamenti pluriregionali, previo accordo degli enti interessati. Con la generica riserva dell'interesse nazionale, che significa troppo o troppo poco e che sarà comunque fonte di perenni conflitti tra Stato e Regioni chiamando in causa ad ogni piè sospinto il giudizio della Corte costituzionale, riformata a sua volta dalla presenza di membri di derivazione e nomina regionale.
Il costo ragionevolmente stimato di questa riforma è previsto in 250 miliardi di euro, una cifra enorme per la quale non è prevista né possibile alcuna copertura. Sorvolo sulla disparità tra Regioni ricche e Regioni povere, alla quale dovrebbe dare rimedio un fondo perequativo nazionale senza peraltro alcuna disposizione sul federalismo fiscale.
Poteri del premier eletto con voto diretto popolare insieme alla Camera dei deputati. Il premier può licenziare ministri e sottosegretari. Può sciogliere la Camera dei deputati chiedendo al Capo dello Stato di promulgare lo scioglimento come atto dovuto. La Camera può votare una mozione di sfiducia solo se è in grado di esprimere un altro premier purché il voto dell'opposizione non sia determinante. In apertura di legislatura il premier si presenta alla Camera ed espone il suo programma. Ottenuta la fiducia sta a lui di comporre il governo il quale non deve ripresentarsi alle Camere.
Poteri del Capo dello Stato. Nomina i membri della Corte costituzionale di sua spettanza. E' titolare esclusivo del diritto di grazia. I senatori a vita sono aboliti e sostituiti da tre deputati a vita.
Ripartizione dei poteri tra Camera e Senato. Alla Camera spetta l'approvazione di tutte le leggi riguardanti l'interesse dello Stato, a cominciare dalle leggi di bilancio e a tutta la materia della pubblica finanza. Il Senato può chiedere la correzione di specifiche norme ma la decisione ultima spetta alla Camera. Reciprocamente spetta al Senato l'approvazione delle leggi che interessino esclusivamente le Regioni.
Tutte le leggi che interessano sia lo Stato che le Regioni sono discusse in entrambe le Camere. La parola definitiva spetta all'una o all'altra secondo che sia prevalente l'interesse dello Stato o quello delle Regioni. L'arbitrato su eventuali conflitti è effettuato dalla Corte costituzionale"
Impediamo di distruggere la struttura costituzionale della democrazia repubblicana: VOTIAMO "NO" AL REFERENDUM!!