sabato, 29 settembre 2007

Soltanto una pausa per riportare l'attenzione sui gravi fatti che si stanno svolgendo in un paese straordinario (chiunque l'abbia visitato può affermarlo), la Birmania, la cui popolazione è schiava di un regime militare che ha ucciso, imprigionato, deportato migliaia di persone.

L'azione dei monaci contro i governativi è fondamentale, dato il prestigio e il rispetto di cui essi godono, ma il fallimento di tale pacifica rivolta si risolverebbe in un disastro, e porterebbe a durissime repressioni, come avvenuto in passato. Colpevole è la posizione del governo cinese, che in Birmania ha forti interessi economici e finanzia il regime militare fornendo annualmente armi per un valore di un miliardo di dollari. Troppo generica la posizione dell'UE, anche a causa dei legami di alcuni paesi con i militari (la Total, per esempio, è ampiamente presente sul territorio birmano).

Manifestiamo contro le posizioni degli alleati del governo militare e sosteniamo in ogni modo la causa del popolo birmano.

Elena.

Riporto l'appello di Amnesty International.  

MYANMAR: APPELLI E INIZIATIVE DI AMNESTY INTERNATIONAL

La Sezione Italiana di Amnesty International, con l´obiettivo di
mobilitare opinione pubblica e governi della comunità internazionale per
fermare la violenta repressione delle manifestazioni in corso a Myanmar,
ha indetto due sit-in a Roma e a Milano e ha lanciato un appello on line
in favore di un gruppo di parlamentari, monaci e artisti arrestati nelle
ultime ore a Yangon, a Mandalay e in altri centri del paese.

I sit-in si svolgeranno venerdì 28 a Roma (dalle 17.30 di fronte
all´Ambasciata di Myanmar, in via della Camilluccia 551) e sabato 29 a
Milano (dalle 16.30 in piazza della Scala).

Da Myanmar arrivano ad Amnesty International notizie estremamente
preoccupanti: le uccisioni e gli arresti di manifestanti delle ultime 24
ore fanno temere che possa ripetersi il bagno di sangue del 1988, quando
vennero uccise circa 3000 persone.

Per scongiurare questo esito, Amnesty International continua a sollecitare
il Consiglio di sicurezza a inviare con la massima urgenza una propria
missione a Myanmar, che chieda al governo di garantire la libertà di
manifestazione, porre fine all´uso della forza nei confronti dei
dimostranti e liberare tutti i prigionieri politici, oltre 1160 alla fine
dello scorso anno, compresa Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace,
privata della libertà da 17 anni.

Da oggi è inoltre possibile sottoscrivere on line, su www.amnesty.it,
l´appello di Amnesty International in favore di oltre 300 persone
arrestate ieri sera, tra cui il noto attore comico Zargana (noto anche
come Ko Thura) e diversi parlamentari, esponenti dell´opposizione politica
e monaci.

FINE DEL COMUNICATO Roma, 27 settembre 2007

Per ulteriori informazioni:
comunicazione@amnesty.it, 348 6976920

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domenica, 23 settembre 2007
Zubin Mehta

23 Settembre 2007, ore 20.00
TEATRO ALLA SCALA, MILANO


Direttore: Zubin Mehta

Musiche: Franz Schubert, Anton Bruckner

Programma:
Franz Schubert: Sinfonia n.8 Incompiuta
Anton Bruckner: Sinfonia n.7
(dal sito della Filarmonica: http://www.filarmonica.it/ )
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domenica, 23 settembre 2007
Fabio Vacchi
Teneke
Un conflitto di civiltà nella Turchia del ventesimo secolo; storie di uomini che, come simboli, s’intrecciano alle vicende di due paesi forse destinati, un giorno, a ritrovarsi fianco a fianco per costruire un’Europa nuova, aperta a tutte le etnie e a tutte le culture. Di questo racconta Teneke, l’opera nuova della Stagione 2006-2007, commissionata a Fabio Vacchi, compositore di splendide musiche per film preziosi di Ermanno Olmi come Centochiodi e Il mestiere delle armi.

Libretto di Franco Marcoaldi
Nuovo allestimento

Commissione del Teatro alla Scala
Prima esecuzione assoluta

 
Durata dello spettacolo: 2 ore e 45 minuti
 


Nello spettacolo in allestimento alla Scala si ricreerà lo stesso rapporto privilegiato fra musicista e cineasta: anche in teatro la regia è di Ermanno Olmi, mentre le scene sono di Arnaldo Pomodoro, artista grandissimo del nostro tempo.

L’organico di Teneke prevede, oltre a solisti, grande orchestra e grande coro, con interventi elettronici. Lo spunto è letterario e alto: soggetto e “motivi” di Teneke vengono infatti dall’omonimo racconto dello scrittore turco di origine kurdu Yashar Kemal (1955), edito in Italia da Tranchida nel volume intitolato Sogni. Kemal ha dato consenso entusiastico all’uso del suo testo per un’opera musicale. In particolare lo scrittore è rimasto colpito dal fatto che la scelta di Vacchi sia caduta su un lungo racconto del quale lo stesso Kemal aveva già realizzato una riduzione teatrale, caso unico in tutta la sua produzione e senza che il compositore ne fosse al corrente.


Direttore
Roberto Abbado  
Regia
Ermanno Olmi  
Scene e costumi
Arnaldo Pomodoro  
Personaggi Interpreti

Fikret Irmaklï

Steve Davislim
Gianluca Pasolini

Nermin

Rachel Harnisch
Anna Chierichetti

Resul Efendi

Andrea Concetti
Davide Pelissero

Memed il Curdo

Alessandro Paliaga
Ernesto Panariello

Zeyno Karï

Anna Smirnova
Irina Iordachescu

Okçuoglu

Nicola Ulivieri
Bruno Taddia

Il medico

Angelo Veccia
Gianfranco Montresor

12 proprietari terrieri

Luca Dellacasa
Krystian Krzeszowiak
Giovanni Caccamo
Luca Favaron
Leonardo Andreotti
Vito Martino
Roberto Lizzio
Davide Rocca
Filippo Tuccimei
Nicolás Lartaun
Emilio Casali
Riccardo Ristori

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venerdì, 21 settembre 2007

 

«L'Orchestra Verdi è ripartita ma ai musicisti niente paga» di RAFFAELLA CAMPO*

"Il pittore dipinge su tela. I musicisti dipingono invece i loro quadri sul silenzio". Poco importa sapere il nome dell'autore di queste parole, quello che invece conta è che le ha scritte un musicista.. Ed è sull'ultima nota del gong che ha preceduto la fine del mio primo concerto della nuova Stagione Sinfonica, che la mia mente ha iniziato a pensare che anche gli spettatori devono cercare di cogliere ciò che suona dietro il silenzio di un musicista. Sono una musicista dell'orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano e quasi certamente ad ognuno di voi sarà capitato di leggere articoli sui giornali che narrano delle nostre vicissitudini... la paura di smettere di esistere, la stampa che si scatena ad urlare lo scandalo di un'ipotetica chiusura di una realtà come "la Verdi", le persone "importanti" che si adirano di fronte a tale indifferenza ma che non si fanno carico delle proprie responsabilità continuando a fare il gioco dello scarica barile... e tutto questo sulla nostra pelle. Sulla pelle di noi musicisti, del nostro silenzio e del rispetto che abbiamo sempre avuto per il nostro pubblico. Ora è ricominciata la stagione, quella nuova, e tutto sembra essere tornato alla normalità. Io però voglio dirvi che non è così, che per noi musicisti non è cambiato nulla. Ora parlo di fatti e nei fatti non abbiamo ancora ricevuto tutti gli stipendi della ormai trascorsa stagione (abbiamo ricevuto solo una parte di quello di aprile, poi più nulla), non abbiamo certezza di un futuro all'interno dell'orchestra e continuiamo a rimanere in silenzio, sempre per il rispetto di quel pubblico che anche quest'anno ci ha scelto. Se non ricordo male il primo articolo della nostra Costituzione recita che "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro" e poi continua dicendo che "la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto". Chiedo a chi sta seduto in alto di non insegnarci le bugie perchè di questo si tratta nel concreto. Persino la Nostra Costituzione è interpretabile, ogni parola si può strumentalizzare. Però così si gioca un gioco troppo pesante, soprattutto quando lo si fa sulle teste di musicisti che hanno studiato una vita e che ora faticano a sopravvivere. Sono parole scomode a dirsi ma rispecchiano solo la nostra realtà: professori d'orchestra che lavorano nei call center a 6 euro l'ora per pagare il mutuo, professori d'orchestra che lavorano come camerieri per arrotondare e poter mangiare, perchè a casa hanno magari uno o due figli. Tutto questo non deve fare paura nè deve destare stupore perchè è solo la conseguenza di ciò che qualcuno ha deciso di fare di noi dal momento in cui non si è fatto carico di assumersi le proprie responsabilità.

"L'arte è la suprema manifestazione della potenza dell'uomo; è concessa a rari eletti, e innalza l'eletto a un'altezza dove l'uomo è preso da vertigini ed è difficile conservare la sanità della mente". Permettetimi di riportare questa frase di Tolstoj perchè vorrei cercare di spiegarvi che per noi musicisti è un vero privilegio poter suonare e fare rivivere pagine meravigliose che sono sopravvissute allo scorrere imperterrito del tempo e che costituiscono la nostra storia, quella vera, quella scritta da uomini che provavano dolori, inquietudini, gioie e avevano il dono di saperle imprimere nel tempo. Poter sfiorare in un istante l'infinito che scorre nel rigo musicale è come poter vivere contemporaneamente in momenti e luoghi diversi. Possibile che siamo diventati così aridi da non avere più bisogno di parlare di grazia, di delicatezza, in una parola di arte? Oggi tutto è così veloce, tutto si infiamma e si spegne nel tempo di uno spot pubblicitario. Polemica? No, mi dispiace. Troppo facile riassumere in questo aggettivo ciò che provo. Vorrei risposte concrete, vorrei che qualcuno mi dicesse chiaramente che non c'è spazio per quelli come me e che l'importante è confezionare un prodotto tangibile, che si possa vendere. Siamo sempre stati l'orchestra dei giovani. Ora gli anni passano e direi che almeno abbiamo il diritto di sapere cosa sarà di noi. Ma se potessi dire una sola cosa a gran voce direi: "Ama l'arte; fra tutte le menzogne è ancora quella che mente di meno". *Violinista dell'Orchestra Verdi

 

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sabato, 15 settembre 2007

 

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Nella notte fra il 15 e il 16 settembre del 1977 moriva Maria Callas  

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domenica, 09 settembre 2007
domenica 9 settembre, ore 20
 
Teatro alla Scala
La Verdi alla Scala con Vladimir Jurowski
Il grande violinista Salvatore Accardo si esibisce nel concerto pi famoso di Brahms conosciuto come il Concerto dell'amicizia
concepito per l'amico Josef Joachim.
 
Segue la monumentale Sinfonia n.1, eseguita per la prima volta nel 1876, indicata come continuatrice del sinfonismo beethoveniano proprio per il suo poderoso impianto.

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giovedì, 06 settembre 2007
Luciano PavarottiADDIO LUCIANONE, INDIMENTICABILE VOCE!!!!
postato da: Attilia alle ore 08:17 | Permalink | commenti (82)
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