Soltanto una pausa per riportare l'attenzione sui gravi fatti che si stanno svolgendo in un paese straordinario (chiunque l'abbia visitato può affermarlo), la Birmania, la cui popolazione è schiava di un regime militare che ha ucciso, imprigionato, deportato migliaia di persone.
L'azione dei monaci contro i governativi è fondamentale, dato il prestigio e il rispetto di cui essi godono, ma il fallimento di tale pacifica rivolta si risolverebbe in un disastro, e porterebbe a durissime repressioni, come avvenuto in passato. Colpevole è la posizione del governo cinese, che in Birmania ha forti interessi economici e finanzia il regime militare fornendo annualmente armi per un valore di un miliardo di dollari. Troppo generica la posizione dell'UE, anche a causa dei legami di alcuni paesi con i militari (la Total, per esempio, è ampiamente presente sul territorio birmano).
Manifestiamo contro le posizioni degli alleati del governo militare e sosteniamo in ogni modo la causa del popolo birmano.
Elena.
Riporto l'appello di Amnesty International.
MYANMAR: APPELLI E INIZIATIVE DI AMNESTY INTERNATIONAL
La Sezione Italiana di Amnesty International, con l´obiettivo di
mobilitare opinione pubblica e governi della comunità internazionale per
fermare la violenta repressione delle manifestazioni in corso a Myanmar,
ha indetto due sit-in a Roma e a Milano e ha lanciato un appello on line
in favore di un gruppo di parlamentari, monaci e artisti arrestati nelle
ultime ore a Yangon, a Mandalay e in altri centri del paese.
I sit-in si svolgeranno venerdì 28 a Roma (dalle 17.30 di fronte
all´Ambasciata di Myanmar, in via della Camilluccia 551) e sabato 29 a
Milano (dalle 16.30 in piazza della Scala).
Da Myanmar arrivano ad Amnesty International notizie estremamente
preoccupanti: le uccisioni e gli arresti di manifestanti delle ultime 24
ore fanno temere che possa ripetersi il bagno di sangue del 1988, quando
vennero uccise circa 3000 persone.
Per scongiurare questo esito, Amnesty International continua a sollecitare
il Consiglio di sicurezza a inviare con la massima urgenza una propria
missione a Myanmar, che chieda al governo di garantire la libertà di
manifestazione, porre fine all´uso della forza nei confronti dei
dimostranti e liberare tutti i prigionieri politici, oltre 1160 alla fine
dello scorso anno, compresa Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace,
privata della libertà da 17 anni.
Da oggi è inoltre possibile sottoscrivere on line, su www.amnesty.it,
l´appello di Amnesty International in favore di oltre 300 persone
arrestate ieri sera, tra cui il noto attore comico Zargana (noto anche
come Ko Thura) e diversi parlamentari, esponenti dell´opposizione politica
e monaci.
FINE DEL COMUNICATO Roma, 27 settembre 2007
Per ulteriori informazioni:
comunicazione@amnesty.it, 348 6976920



ADDIO LUCIANONE, INDIMENTICABILE VOCE!!!!