mercoledì, 16 maggio 2007

C'è stato il passaggio alla Scala di un tenore trenta-trentacinquenne (a giudicare dall'aspetto), che promette di essere uno dei protagonisti della vita musicale dei prossimi decenni.
Si tratta di Jonas Kaufmann, che mi aveva già fatto una notevole impressione alla radio nella Carmen londinese diretta da Pappano con la Antonacci nel ruolo del titolo. Per la Scala aveva già fatto Jaquino nel Fidelio, ma era passato inosservato per la scarsa importanza della parte.
Lunedì sera, accompagnato da un grandissimo specialista nella materia, Helmut Deutsch, partner di Hermann Prey nella fase conclusiva della sua carriera, ha tenuto una magistrale Liederabend, in cui ha dimostrato qualità vocali di livello assoluto, soprattutto quando il canto si fa drammatico (ce n'è in giro una tale quantità di tenori drammatici...) e un po' meno quando si va molto in alto. Ma il controllo dell'emissione, le mezze voci, la capacità di far correre la voce anche nei pianissimi erano straordinari.
Ha iniziato con una ballata di Schubert su testo di Schiller, poi si è districato in modo eccellente nelle impervie difficoltà dei 7 sonetti di Michelangelo di Britten, un vero sesto grado, che deve essere stato una prova difficile anche per il primo destinatario Peter Pears.
La seconda parte e i bis sono stati interamente dedicati a Richard Strauss.
Non siamo molto abituati ad ascoltare i tenori nel repertorio liederistico, anche se nel passato hanno dato prove grandissime personaggi come Fritz Wunderlich o Peter Schreier e oggi capita di sentire il magnifico Christophe Prégardien.
In Strauss poi è frequente sentire grandi soprani (Flagstad, Schwarzkopf, Popp, Gruberova e oggi Fleming), in Mahler prevalgono contralti e baritoni.
Qui l'appropriatezza stilistica di Kaufmann si è fatta ancora più precisa e lo scarsissimo pubblico lo ha meritatamente festeggiato.
Non risulta che Kaufmann abbia fatto particolari studi liederistici: forse nella gestualità e nella forza dell'emissione il cantante lirico si è sentito un po' più del necessario, ma questo non ha inficiato una prova, che riscatta una magra stagione di concerti di canto, funestata da eventi come il recital di arie d'opera di Leo Nucci e priva dei sommi liederisti in attività (quando avremo alla Scala Thomas Quastoff?). Vedremo come andranno Diana Damrau e Joyce Di Donato.
Kaufmann, se vorrà, avrà tutto il tempo per affinare l'arte del Lied, avendo secondo me i requisiti del fuoriclasse.

Zio Bacca scripsit.

postato da: elenas alle ore 14:17 | Permalink | commenti (17)
Commenti
#1   16 Maggio 2007 - 16:49
 
perchè "funestata" da Nucci? perchè Nucci cantava spesso qui ai tempi di Muti? basta quello per la lista nera? che tristezza il maccartismo musicale. invece secondo me è stata una bella stagione, la signora Frittoli che ha finalmente portato alla Scala quel gigante di Duparc per esempio, e poi la signora Devia, che bel recital quello. e l'anno scorso ricordo la signora Meier, squisita. e con tutti i suoi difetti l'anno scorso almeno abbiamo visto la signora Gheorghiu, chissùà se comparirùà per Traviata. quanto a Quasthoff, è amico di Barenboim, spero che lo vedremo presto grazie all'intervento del Maestro Scaligero. Kauffmann è molto bello e piuttosto bravo, piùà bello che bravo comunque, non mi è parso entusiasmante, ma lo vedremo in luglio nella Traviata.
utente anonimo

#2   16 Maggio 2007 - 17:05
 
Egregio anonimo #1, legga con un po' più di attenzione prima di blaterare di maccartismo e cose del genere.
Primo: su questo blog ognuno è libero di scrivere le sue opinioni e nessuno ha il diritto di fare il processo alle intenzioni, quindi il maccartista sarà Lei.

Secondo: non ho scritto, come Lei pretende "funestata da Nucci", come Lei pretende, ma "funestata dal recital di arie d'opera di Leo Nucci". Credo che la differennza la percepisca anche un bambino di terza elementare. Io sono allergico ai recital nazional-popolari di arie d'opera: e allora? A Lei piacciono? E allora? Leo Nucci l'ho sentito cantare con una mezza dozzina di direttori e l'ho anche applaudito, l'ultima volta nello Schicchi diretto se non sbaglio da James Conlon. Se si parla di serate liederistiche, per favore non faccia confronti tra la signora Meier e Leo Nucci: c'è da ridere per non piangere.
Terzo: l'avvenenza di Kaufmann non è tra le cose che possono colpirmi. Se c'era un'allusione era sbagliata oltre che squallida. Lei non ne è stato entusiasta? Io sì. Punto.
Quarto e ultimo: se fa parte dei provocatori che vogliono farci perdere le staffe, ha sbagliato indirizzo. Io ho scritto da un pezzo che in una certa querelle non entro più e infatti non lo faccio.
Gabriele Baccalini.

P.S. Le blogmisteresses e gli altri amici capiranno perché, rispondendo all'anonimo, non mi firmo con il diminutivo affettuoso che mi hanno appioppato.
utente anonimo

#3   16 Maggio 2007 - 17:06
 
In questo caso, condivido l'obiezione del precedente commento al pur caro zio nell'occasione a mio avviso un po' troppo accigliato e serioso. Personalmente non stravedo per il tipo di canto di Nucci (circola in ambienti scaligeri una - anzi più di una - gustosissima imitazione del suo "balen" dal Trovatore, della quale credo sorriderebbe lui stesso, da uomo spiritoso quale è), ma il personaggio è simpatico e (una tantum, certo se succedesse sempre diventerebbe un'esagerazione) non trovo scandaloso, anzi, che il suo concerto si sia trasformato in un happening con tanto di "Mamma". La lirica, per fortuna, è fatta anche di passioni semplici. Nucci riesce simpatico e indubbiamente (anche se - ripeto - il suo tipo di vocalità ed espressione non mi riesce congeniale) è una voce a lunga durata e un personaggio che si fa molto amare. Non ci vedo niente di male e certamente... cantare con Muti non è una colpa! Perché dovrebbe esserlo? Anche in questo caso (come nella recente questione McFerrin) risolverei il tutto con un bel sorriso: esiste nella musica la componente sorriso, passione, divertimento.
Marco Vizzardelli

Marco Vizzardelli
utente anonimo

#4   16 Maggio 2007 - 18:20
 
Wow, lo Zio versione Taleb Max!!

-MV
utente anonimo

#5   16 Maggio 2007 - 20:19
 
Eh...lo zio, quando si arrabbia, altro che vaso di gerani.... Baci baci Attilia
P.S. Peccato aver perso questo Kauffmann, più bello che bravo, huuuuu!
utente anonimo

#6   17 Maggio 2007 - 12:54
 
Cari M.Viz, MV e Attilia, forse il termine "funestata" era sopra le righe, ma quello che mi ha fatto perdere le staffe è stata la solita becera insinuazione del #1 sul fatto che qualunque cosa scriviamo debba essere contro qualcosa o qualcuno, che ha a che fare con la solita storia ritrita. A me i recital nazional-popolari stanno sullo stomaco, anche se li fa un personaggio simpatico come Nucci. Non a caso l'ho applauidito nello Schicchi.
Per me alla Scala possono farne ance uno alla settimana, salvo poi evitare di dichiararsi il primo teatro del mondo, io andrò da qualche altra parte. Ma li tengano distinti dalle Liederabend, così nessuno si metterà a fare confronti con Waltraud Meier, Jonas Kaufmann e compagnia liederando...
Quanto al maccartista, quando ce vo' ce vo', dicono i romani.
Un abbraccio a tutti.

Zio Bacca.
utente anonimo

#7   17 Maggio 2007 - 13:33
 
Dimenticavo: la mail al Corrierino sul caso Irving - Canfora - Innominabile l'ho mandata anch'io.
Zio Bacca.
utente anonimo

#8   18 Maggio 2007 - 14:23
 
Bravo zione!
M.Viz
utente anonimo

#9   19 Maggio 2007 - 01:15
 
> la solita becera insinuazione del #1 sul
> fatto che qualunque cosa scriviamo
> debba essere contro qualcosa o qualcun

E per dimostrare che non è vero, nel commento dopo si parla già di una email a un giornale per protestare contro un altro componente della lista nera! Straordinario...
Un lettore occasionale di questo (peraltro interessante) blog non può che essere colpito dalla frequenza con la quale i soliti due o tre si scagliano contro i "cattivi" di turno, che poi son sempre i soliti. Perché negare di essere animati da rancori che sono evidenti a tutti? Perché vergognarsi? Chi come me considera la musica un divertimento e, senza fare drammi, non odia nessun direttore e nessun critico (e, francamente, non fonda neppure fan club in onore di quelli che ama) non può non restare colpito dalla quantità di vetriolo e, diciamolo, di bile riversata qui contro i soliti "nemici".
Poi il blog è interessante, ma la quantità di commenti rivolti a stramaledire questo o quello è, francamente, significativa. Temo di non essere l'unico a pensarla così. Ciò detto, uno può odiare chi gli pare: ma negare l'evidenza è -- visto che sopra si parla di bambini di terza elementare -- puerile.
Grazie per l'ospitalità.
utente anonimo

#10   20 Maggio 2007 - 14:04
 
Nr 9, mi hai letto al nr 3?
Non fare di tutta un'erba un fascio. Nessuno qui dentro ha inteso criticare Nucci per colpire Muti (tanto per parlar chiaro).
Quanto, invece, all'indignazione su quel tal critico ( e qualcun altro), ripeto e ripeterò sempre. Faccio il giornalista in altro campo e, in quanto tale, sento la mia professione disonorata dal tenore degli scritti di persone di questo tipo. In quanto, spesso, strumentali e cronisticamente falsi. Se io nel mio campo mi comportassi, davanti ai lettori, come quel o quei personaggi, non avrei il fegato di guardarmi allo specchio.
Nel nome di quei personaggi, i giornali che vi si affidano e li pubblicano sono - in quel caso - pessimi organi di stampa, pessimi giornali in quanto tali.
In quanto dico, Muti o Abbado o il tal cantante o il tale altro non entrano per nulla. Ma di quegli scritti, mi vergogno in quanto giornalista. Abbastanza chiaro?

M. Viz
utente anonimo

#11   20 Maggio 2007 - 14:28
 
Burp!!

Elena.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente elenas

#12   20 Maggio 2007 - 17:59
 
Caro # 9, ci sono molte cose giuste in quello che Lei dice. Solo che Lei è stato sfortunato, perché chi le ha risposto al # 2 è una delle persone più equilibrate di questo blog. Lei ha evidentemente trovato il Suo interlocutore in uno dei suoi rari momenti di luna storta. Per il resto, che qui due o tre persone attacchino sempre i soliti è innegabile; è certo assurdo l'accanimento con cui ci si continua a occupare di Isotta, tranne che per alcuni scivoloni politici, molto gravi, e ai quali si riferiva il messaggio cui Lei faceva cenno. Scorrendo il blog, si capisce però che quello che manca qui è proprio quello che Lei ha evocato nel Suo messaggio, il divertimento; dal tono di alcuni scritti è chiaro che la musica diventa ragione di vita; ma il discorso prende allora tutt'altra piega. Si formano le fazioni e le parrocchie. Si organizza il proprio entusiasmo in un club; ma la parrocchia, come tutte le parrocchie, è piuttosto acida con chi osa sollevare qualche dubbio. Sa, si può ascoltare tanta musica, e qui tutti lo fanno; ma il capirla è tutt'altra questione
utente anonimo

#13   20 Maggio 2007 - 18:36
 
E quali sarebbero, le parrocchie? No, perché io, per esempio (che ho fondato il blog con Attilia) non saprei proprio in quale mettermi. Anche perché sarebbe un po' eretica, quale che ne sia l' "ideologia" di fondo.

Elena.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente elenas

#14   21 Maggio 2007 - 11:25
 
Caro #12, rispondo a te perché per l'autore di #1 e di #9 "più tempo non ho". "Altre cure più gravi di queste", che vengono trattate sul blog, mi tengono già fin troppo occupato.
Mi limito a rispondere a te su tre punti:
1) io non ce l'ho con il Fresconi perché fa parte del clan del tale o del talatro, ma per le mascalzonate che scrive, l'ultima quella di solidarietà a Irving. Però noterai che non ne parliamo male a priori, ma sempre a commento di nuove volgari uscite dello stesso o di altri "critici" che appestano il clima musicale milanese.
2) Non ero in un momento di luna storta quando ho risposto al #1, ripeterei le stesse cose anche nei momenti di più allegra euforia, perché sono convinto che il processo alle intenzioni è una pratica veramente maccartista. E io coi maccartisti non sono interessato a parlare.
3) Sono dalla fondazione socio del Club Abbadiani Itineranti, ma non per questo sono un monomaniaco: Abbado vado a sentirlo una o due volte al'anno in alta Italia (Reggio, Ferrara, Bologna) e una a Lucerna per la sinfonia di Mahler che dirige ogni anno al Festival, con biglietti da 20 euro. Non ho il tempo e soprattutto le possibilità economiche di andare come altri a Tokyo, New York o Cuba solo per sentire un concerto.
Però, guarda caso, una delle mie ultime trasferte quest'inverno è stata a Piacenza per ascoltare il Don Pasquale eseguito dall'Orchestra Cherubini, diretta dal suo illustre fondatore. Non mi risulta di averne scritto male sul blog.
Quanto al divertimento, ci divertiamo spesso anche a beccarci tra noi frequentatori più assidui del blog, ma ogni tanto il buon umore ci va di traverso per l'intervento di qualche insulso maccartista.

Zio Bacca.
utente anonimo

#15   21 Maggio 2007 - 12:04
 
Caro 14,
non è questione di poco momento ma meritevole di dedicarci qualche minuto quella che Le pongo;dato che ,in generale ,ho spesso letto in questo blog l'aggettivo "maccartista",e in particolare da Lei impiegato recentemente un paio di volte,sarei interessato a conoscere cosa lei intende per "maccartismo" e quali atti,fatti,opinioni concrete secondo lei giustifichino la definizione di "maccartista";incidentalente,solo incidentalmente ( è una mia opinione strettamente personale) ritengo che al maccartismo tutto si possa attribuire fuorchè l'insulsaggine.Le sono grato peer l'attenzione.Scusi se non mi firmo ma posso solo dirLe che non sono il blogghista interessato alla definizione ma solo un curioso di storia e di semantica .
utente anonimo

#16   21 Maggio 2007 - 12:18
 
Vada al #1 e capirà perché ho usato un paio di volte il termine "maccartista".
Sono d'accordo con Lei che il fenomeno storico non è stato affatto insulso (per chi non ricordasse in cosa consisteva rimando al bellissimo film "Good Night & Good LucK).
L'insulso è il "maccartista" di cui al #1.
Zio Bacca.
utente anonimo

#17   21 Maggio 2007 - 13:52
 
Confermo e mi fa piacere che Kaufmann abbia fatto successo alla Scala.Qui a Stoccarda ha cantato l´anno scorso Alfredo della Traviata e ha lasciato una grande impressione.
Saluti dalla Germania

Gianguido Mussomeli
utente anonimo

Commenti

categoria: