sabato, 20 giugno 2009

Progetto Pollini

Maurizio Pollini

Maurizio Pollini, pianoforte

Recital

 

Giugno  2009:  21 (20:00)
Con Bach il Progetto Pollini è al giro di boa: siamo al quarto dei sei appuntamenti. Dopo il tutto Beethoven dell’esordio e i due splendidi concerti con il Klangforum Wien e l’Ensemble Intercontemporain di Pierre Boulez, Pollini si raccoglie in solitaria sul primo volume del Clavicembalo ben temperato: ritorno alle origini del pensiero occidentale nella sua forma più alta.

 

Pianoforte
Maurizio Pollini
Programma
Johann Sebastian Bach  Il clavicembalo ben temperato  Libro I
postato da: Attilia alle ore 19:38 | Permalink | commenti (13)
Commenti
#1    22 Giugno 2009 - 19:24
 
Devo confessare che prima del concerto ero un po' scettico su quest'accoppiata Pollini-Bach, alquanto inusuale, ma appena il pianista ha accarezzato il primo tasto e quel do maggiore ha librato nell'aria, il pubblico è stato immerso in un'atmosfera di leggerezza sublime, tipica delle grandi esecuzioni di Bach.
"Il clavicembalo ben temperato" ha confermato l'eccellenza del pianista milanese, che è riuscito a dimostrare tutta la sua esperienza su una serie di preludi e fughe, che senza una degna interpretazione sarebberero semplici suoni in serie, ma che con un tocco di classe come il suo, diventano fonte di emozioni profonde e ci riportano alle origini della musica classica.
Un pianista come Pollini entrerà di sicuro nella storia e non so se alla Scala si esibirà di nuovo un artista di questo livello. Sono onorato di averlo sentito e di avergli stretto la mano dopo il concerto!
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#2    23 Giugno 2009 - 13:32
 
Mi addolora criticare un (mio) mito; domenica sera sono rimasta molto delusa dal Bach di Pollini (molto peggiore della edizione del 1985): ci sono state, è vero, vette altissime (che fanno pensare a che cosa può arrivare); ma il complesso, soprattutto nella prima parte (in cui appariva molto stanco) non mi è piaciuto.

E poi a prescindere da tutto …..… perché fra i vari pezzi tenere il pedale schiacciato con quell’orribile effetto risonanza ? (all’esame di 8^ del Conservatorio per una cosa del genere ti bocciano in tronco !)

Buona giornata
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#3    23 Giugno 2009 - 14:09
 
Lasciava il pedale per far sentire la nota del preludio e fuga appena suonato così da poter evidenziare il passaggio alla tonalità successiva. Non credo che un pianista come Pollini possa fare questi errori banali
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#4    23 Giugno 2009 - 14:45
 
Sarà, caro Stefano, ma l'effetto era orripilante a mio giudizio.

.... e poi prova a farlo davanti ad una commissione d'esame .... (non vuol dire nulla, però..).

Un caro saluto
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#5    23 Giugno 2009 - 17:27
 
sì, una scelta ben poco comprensibile quella di mettere 3 kg di pedale rendendo reso assai arduo l'ascolto della polifonia.
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#6    24 Giugno 2009 - 12:13
 
Inserisco un commento inviatomi da un'amica che ha perso la pazienza nelle operazioni di registrazione (per questo ogni tanto tolgo il "blocco", per poi doverlo rimettere a causa della troppa "spazzatura" che arriva!)

Anch’io mi ero chiesta perchè lasciasse il pedale. Grazie, Stefano Castoldi, per la spiegazione. Per me è stato un bellissimo Clavicembalo. Sono una dilettante, quindi non posso parlare di aspetti che non so giudicare, ma vorrei dire che le voci così chiare e diverse mi hanno emozionata. E anche che il suo piacere di suonare questa musica era palpabile. Mi sento fortunata per aver potuto essere là, anche perchè non l’ha mai registrata. A dire la verità per sentirlo sono venuta apposta da Barcellona, dove Pollini purtroppo non viene spesso.

Giulia Ghedini

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#7    26 Giugno 2009 - 17:16
 
sono pienamente d'accordo con Stefano Castoldi. anch'io ero un po' scettico sul binomio Pollini-Bach, ero un po' prevenuto.
nonostante ciò Pollini come sempre mi ha sorpreso presentando una interpetazione fresca, genuina e luminosa, seppur molto personale e poco filologica (peccato per il pedale prolungato e certi accordi troppo marcati).
comunque è stata l'ennesima conferma della grandezza e della genialità di un pianista come Pollini.
e poi la musica di Bach ha un fascino unico: è una musica senza tempo....peccato che la Scala non dia molto spazio a musica di questo genere!
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#8    28 Giugno 2009 - 15:07
 
Leggo con un certo interesse di Carla Fracci Assessore Provinciale alla Cultura in quel di Firenze. A Milano, sua patria d'origine che - more solito - l'ha trattata a calci nel sedere - , per lo stesso ruolo penso stiano pensando a Noemi Letizia.

m.viz
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#9    01 Luglio 2009 - 21:03
 
Con un amico ho fatto l'abbonamento al progetto Pollini. Siamo molto entusiasti della scelta. Studiamo prima i pezzi (se non li abbiamo in casa ce li procuriamo): lui è violinista e spiega tutti i dettagli a me che sono un profano. Abbiamo ammirato la prima serata, i bis di Debussy, siamo rimasti senza fiato di fronte all'Ensemble Intercontemporain, ai pezzi di Berg e Webern. Stiamo aspettando con ansia Nono e Chopin. Ma Bach, quello è stato un neo, diciamo così: e non solo per l'uso del pedale. Intensi il mib-, il dodiesis-, certamente. Anche una certa ricerca sulle sonorità più leggere era interessante(almeno nella I parte che ho trovato più riuscita della seconda). Ma Pollini era chiaramente affaticato, come del resto ha fatto immaginare l'entrata così in ritardo (almeno 5 minuti). Però un Bach così romantico, eccessivamente romantico avremmo preferito non ascoltarlo. Senza cattiveria. Anzi con molto dispiacere. E così siamo tornati a casa e abbiamo ascoltato Fischer. Non ce ne voglia nessuno.
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#10    02 Luglio 2009 - 13:06
 
Al contrario la diatriba pedale sì/pedale no non mi appassiona per nulla, tantomeno quella relativa alla supposta filologia.
Viceversa all'ascolto del recital ho avuto la conferma di come Pollini si sia liberato, finalmente, delle antiche gabbie di rigore cartesiano, a totale beneficio di un terso, luminosissimo e intimo canto, dove la mobilità estrema del "tactus" ricordava la definitiva conquista (perchè no? Pleromatica...) dell'ultimo Beethoven di Backhaus.

L'esattezza è un valore giusto per qualche barbogio nelle commissioni di esame. A me interessa la musica.
Ciao a tutti

-MV
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#11    03 Luglio 2009 - 10:37
 
Una domanda all'amico Max Vono. Che cos'è una conquista (musicale o forse anche oltremusicale) pleromatica? A quel che so, il pleroma è il complesso dei trenta eoni nel sistema della gnosi valentiniana, un movimento ideologico e religioso appartenente al secondo secolo D. C. Mi riesce abbastanza difficile vederne il legame con Pollini, Beethoven e Backhaus.
Saluti
Marco Ninci
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#12    03 Luglio 2009 - 13:44
 
Nel senso, molto semplicemente, di "pienezza".
Ciao

-MV
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#13    07 Luglio 2009 - 11:33
 
Concordo con Max quando dice che la diatriba pedale sì/pedale no sia poco appassionante.

Ricordo a Vicenza un'integrale del Clavicembalo ben temperato suonata da S. Richter con molto pedale a dir poco entusiasmante.

E lo stesso Pollini del 1985, anche se non a quei livelli, era stato a mio avviso sicuramente superiore alla recente performance.

La recente esecuzione molto discontinua di Pollini, a mio avviso, è stata deludente non certamente per l'uso del pedale (l'effettaccio fra un pezzo e l'altro era orribile in sè a prescindere dall'uso del pedale nel corso dell'esecuzione).

Un caro saluto
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